“Sgt.Pepper’s” e le copertine che hanno fatto la storia della musica

“Sgt.Pepper’s” e le copertine che hanno fatto la storia della musica

E’ stato ripubblicato per celebrarne il cinquantesimo anniversario pochi giorni fa “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles, uno degli album più influenti della musica pop della storia.
Senza dilungarsi troppo sulla musica dei Fab Four – non è certo questo il luogo per confermare ancora una volta la loro genialità musicale – credo sia giusto tributare il giusto omaggio non solo alle canzoni contenute nell’album ma anche alla copertina, considerata giustamente una vera e propria opera d’arte.

Pensata da Paul McCartney e realizzata da Peter Blake e Jann Haworth rappresenta il gruppo attorniato dai personaggi più influenti nella vita dei quattro musicisti, a voler simboleggiare il pubblico ideale davanti il quale i Beatles avrebbero voluto esibirisi.

La leggenda racconta anche di alcuni personaggi scaratati: ad esempio, John Lennon suggerì di immortalare anche Gesù, Gandhi ed Adolf Hitler!

La realizzazione dell’opera vide parecchi ostacoli burocratici legati soprattutto allo sfruttamento dei diritti d’immagine dei vari protagonisti: la EMI approvò il progetto solo dopo aver ricevuto una manleva dalla band per ogni tipo di problematica legale. Si narra, ulteriormente, che gli stessi Beatles contattarono uno per uno i personaggi raffigurati per avere il consenso all’utilizzo del proprio volto senza un ritorno economico di alcun tipo.
Tra i personaggi più famosi si notano Albert Einstein, Marlon Brando, Marylin Monroe e Bob Dylan.

Una curiosità forse meno nota al pubblico è che, proprio con “Sgt. Pepper’s”, appaiono per la prima volta i testi delle canzoni sulla confezione dell’album. Sul retro infatti vengono proposti i testi e un’immagine dei Beatles nel quale l’unico messo di spalle è Paul McCartney, scelta che ha accentuato ancora di più la leggenda del “P.I.D.

Ancora una volta i Beatles si sono dimostrati precursori e assoluti innovatori nel costume e nella società del novecento, utilizzando non solo la propria musica ma anche tutto “l’indotto” che gli girava intorno per stimolare e stuzzicare l’immaginazione del pubblico; la copertina di “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” è stata spunto negli anni a seguire di numerose parodie e omaggi vari e, comunque, è stata un fondamentale apripista per una per il mondo del graphic design associato all’ambito musicale.

Ogni personaggio raffigurato sull’immagine di copertina evoca suggestioni differenti e in questo “meltin pot” di storie che passano rapidamente nella mente dello spettatore si ottiene un grande senso di mistero.

Proprio il mistero, o gli spunti di riflessione in generale, sono alla base di numerosi altri artwork legati agli album di altri grandi artisti della musica pop. Si può dire che, dopo i questa trovata geniale dei Beatles, il mondo della comunicazione visiva musicale si è divisa in due fazioni: o si mette in copertina la foto del gruppo/cantante con il titolo dell’album per un messaggio più semplice e diretto oppure si va nella strada opposta, confondendo o addirittura “distraendo” il fruitore da quello che dovrebbe essere il suo interesse principale: le canzoni contenute nell’album.

Verrebbe facile fare il “cattivo pensiero” che, per promuovere un disco di basso livello, venga realizzata una copertina decisamente accattivante proprio per invogliare comunque il pubblico all’acquisto – proprio come una vera campagna pubblicitaria – mentre i fatti ci smentiscono in partenza: proprio questi album sono invece dei veri e propri capolavori e pietre miliari della discorgrafia! Basti pensare all’alone di mistero suscitato dall’immagine di copertina di “The Dark side of the moon” dei Pink Floyd o a “Dangerous” di Michael Jackson.

Proprio l’artwork realizzato per l’album di MJ segue, secondo me, il filone tracciato da “Sgt. Pepper’s”: anche in questo caso troviamo un’infinità di suggestioni e di personaggi – alcuni di fantasia e alcuni no – raffigurati in questa specie di “giostra” la cui composizione ricorda un’architettura barocca e, anche in questo caso, si susseguono ancora oggi parecchi spunti di riflessione e ricerche di codici da decifrare o significati nascosti.

Chiudi il menu