Il supermercato: il centro del mondo della comunicazione!

Il supermercato: il centro del mondo della comunicazione!

C’è un luogo in cui ogni appassionato di marketing e comunicazione pubblicitaria prima o poi deve analizzare, un posto in cui tutte le riflessioni e gli studi prendono vita e si palesano: il supermercato!

La struttura degli scaffali, il percorso che viene creato per guidare il cliente, la disposizione dei prodotti… è un luogo magico “pubblicitariamente” parlando.
Intanto, provando ad estraniarci completamente dalla sua funzione principale, è probabilmente uno dei posti più colorati del mondo, paragonabile forse solo ad un Luna Park: non è un caso che i bambini siano spessi elettrizzati all’interno di un supermercato, ricevono stimoli in ogni momento del percorso e, fatto assolutamente non raro, spesso veicolano anche le scelte di acquisto dei genitori. E’ qui che entra in gioco la bravura – o la furbizia – di un buon team di pubblicitari. Progettare un packaging che sia attraente anche per un bambino può per certi versi aumentarne la possibilità d’acquisto: utilizzare una certa gamma di colori o uno stile grafico più “giocoso” rispetto ad uno prettamente istituzionale conferisce al prodotto stesso anche quel tocco di stile in più che di certo non guasta, soprattutto in questo periodo socio-culturale dove l’immagine è ormai la parte più importante di un qualsiasi progetto – piccola divagazione: al cinema sono diventati più importanti i tralier che i film veri e propri, nella musica si investe più sulla realizzazione di un videoclip che alla scrittura di una bella canzone. –

Torniamo però nel nostro supermercato e osserviamo la disposizione dei prodotti sugli scaffali, la parola d’ordine è serialità. Il famoso bombardamento visivo tanto caro a Andy Warhol – un personaggio che adorava letteralmente i supermercati! – qui è di casa: l’accostamento delle confezioni, così assolutamente identiche, crea un muro di colore che identifica in maniera fortissima il prodotto ed afferma prepotentemente il brand. Un esempio pratico prendendo come spunto un marchio di cui già ho parlato precedentemente, Barilla.
Barilla utilizza per le sue confezioni un colore blu, lo fa da praticamente da sempre. Il blu di per sè è un colore lontano dal prodotto di punta commercializzato – la pasta richiama colori caldi come il giallo, che rappresenta non solo il colore dell’oggetto reale ma richiama anche il colore del grano e del sole – ma ha un impatto devastante nell’economia della corsia di un supermercato. Il nostro occhio – anzi, il nostro cervello – sa per certo che dove vede del blu nella corsia delle paste troverà la pasta Barilla. E’ matematico! Le altre marche saranno anch’esse disposte in maniera equivalente a Barilla, ma non avranno lo stesso impatto visivo.

Progettare quindi una comunicazione visiva che sia “prepotente” è decisivo per imporre il prodotto sul mercato e conoscerne le modalità di fruizione del consumatore finale è assolutamente indispensabile per capire quali possano essere i punti di forza da enfatizzare.

 

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